Nydaroth

Storia

In una notte di pioggia, tutto pareva tranquillo come sempre, ma fra le nebbie dei boschi ed i lontani suoni bestiali della notte, una figura correva disperata sotto la pallida luce della luna che affiorava appena dal cielo. Le sue mani erano insaguinate ed i suoi occhi sembravano urlare di un'odio disperato.

Li odiavo tutti…ed erano morti. Tutti erano stati uccisi. Non poteva esserci perdono fra coloro che mi avevano tenuto prigioniero per tutti quegli anni.
Ma il segreto non doveva essere rivelato.
Nessuno fra i presenti avrebbe dovuto testimoniare il mio coraggioso gesto. Ci ero riuscito. Avevo obbedito a ciò che mi era stato detto di fare. Erano morti tutti. Si, erano morti davvero tutti.
La mani ancora insanguinate erano il mio simbolo di vittoria. Non era sangue…ma dell'oro rosso…, "la vera ricchezza è nascosta dentro di noi " dicevano quegli stupidi uomini di fede blasfema; adesso mi metto a ridere a ripensare quelle parole.
La notte mi stava lavando. Con la sua pioggia purifricatrice lava il sangue maledetto di quegli stolti.
Ho sempre pensato di avere un drago dentro di me. Una forza latente che affiora nei momenti di massimo odio, impossibile da domare.
Quegli uomini mi chiamavano Kratos, ma loro non avevano il diritto di decidere come chiamarmi.
Sono loro ad avermi dato questo nome, non la mia vera madre. Non ho idea in quale città o fogna io sia stato concepito. Lei mi ha abbandonato molto tempo fa, lasciandomi con questi maledetti chierici di chissà quale stupido credo. Hanno sempre cercato di insegnarmi le loro bigotte e meschine dottrine, ma io non li ascoltavo. Il mio udito era solo al servizio della mia vera signora, l'unica vera e sola signora era in grado di dirmi cosa dovevo fare.
Li ho uccisi uno ad uno nel sonno ed i loro corpi dati in sacrificio alle fiamme. La mia libertà era stata riscattata dopo tanti anni.
Avevo compiuto 21 anni e solo adesso varcavo la soglia di quel tempio sconsacrato. Fino ad allora non mi era stato permesso di uscire, di andare fuori per le perdute terre di Krynn.
Mi consideravano forse un folle sadico ed a volte ho letto nei loro occhi degli attimi di sconcerto. Ero felice di intimidirli. Non potevano toccarmi a loro piacimento per condurmi dove loro dicevano che dovessi andare. Facendo finta di pregare il loro dio schifoso tramavo la mia furiosa vendetta.

Devo recuperare tutto il tempo perduto. Le mie conoscenze nel combattimento, anche se scarse, si sono rivelate efficaci per questa notte, ma non lo saranno in seguito. Devo allenarmi se voglio essere potente, ma prima ancora devo trovare un rifugio per questa notte.
Mi nasconderò in qualche umida grotta e penserò come divenire una Dragon Armies.

La figura del ragazzo si accovacciò nell'oscurità di una tetra ed isolata grotta. Nascosto in chissà quale bosco del regno umano, Kratos rideva nella notte ripensando al suo folle gesto omicida.
I suoi occhi sembravano brillare di gioia, circondate dalle tenebre dell'antro.
Tutto si era concluso.
Solo la pioggia sembrava continuare a non voler cessare…e ben presto lo scroscìo della pioggia divenne il solo suono udibile in tutta la nebbiosa foresta.
La notte era viva ma era anche foriera di morte e vendetta.
Kratos. Solo questo nome lo legava al suo passato. Il suo futuro sarebbe stato tutto da scrivere e chissà quale mano insaguinata ed assassina l'avrebbe fatto.
Questa è la tua prima notte di sonno sereno ragazzo, gli incubi per adesso sono finiti.
Buona notte Kratos.

Descrizione

Razza: Umano.
Sesso: Maschio.
Età: Non pervenuta.
Classe: Guerriero.
Divinità: Takhisis.
Allineamento: Caotico-Malvagio.
Altezza: 1,94 metri
Capelli: Lunghi e corvini, non molto curati e quasi sempre macchiati dal sangue dei suoi nemici.
Occhi: Castani e maligni, quando adirato il suo sguardo incute paura.
Corporatura: Molto robusta, il peso gravoso dell'armatura draconica e le pesanti armi trasportate, battaglia dopo battaglia, hanno scolpito il suo fisico rendendolo duro come l'acciaio.
Inoltre il fisico, anche se robusto, è uniforme e dotato di grande agilità. La sua velocità in battaglia gli ha permesso di sferrare veloci colpi mortali anche con pesanti martelli, e lunghe spade affilate.

Ritratto del personaggio

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Il Generale Nydaroth in armatura draconica in draconite con in mano la sua amata frusta.

Carattere

Ha un particolare umorismo sadico, gode alla visione dell'atrui dolore ed ama arrecarne di altro ancor maggiore. La tortura è il suo mezzo preferito per l'addestramento delle reclute o per la punizione dei suoi sottoposti, che a volte subiscono una morte atroce nei casi di insubordinazione.

Particolarità

  • E' dotato di spiccate capacità diplomatiche, nel tempo ha tessuto molti rapporti con persone importanti e potenti pronte a sostenerlo nei momenti di bisogno.
  • Nutre un profondo odio verso i Cavalieri di Solamnia.

Altre informazioni

  • Appartiene alle potenti e temute Armate dei Draghi dell'Oscura Regina Takhisis, ricoprendo il ruolo di Generale delle forze armate. Il suo Signore è Xaradas, attuale Signore dei Draghi, dal quale ha appreso tutto ciò che sa sulle antiche arti del combattimento e di comando.
  • Ha condotto diversi attacchi alla città di Palanthas disseminando morte e terrore nella città.
  • Durante la sua carriera militare si è fatto molti nemici, ma crede che quello che lo odii di più sia il Generale nanico Dain Scudodiquercia Daewar, a causa di un "particolare" taglio di barba che fece al nano.

Non tutti sanno che…

  • Possiede un forziere dove conserva tutte le teste dei suoi nemici.
  • Serve segretamente una creatura mortifera dai poteri indescrivibili.
  • Quello con il quale è conosciuto non è il suo vero nome. Dopo aver deciso di entrare nelle Armate dei Draghi, si è lasciato dietro il suo vecchio nome e si creato una nuova identità sotto il nome attuale.

Video

Attacco a Palanthas: Alcuni membri dell'esercito dei draghi si scontrano con dei nemici alle porte di Palanthas.

Dicono di lui…

"Il Generale Nydaroth è tra i più spietati membri delle armate ed è un uomo di cui ho una grande stima. Spesso faccio rapporto a lui della situazione a Zakhar e lo seguo nelle sue uscite e in tutte le battaglie. Trova sempre le punizioni più adatte per reclute che infrangono le regole delle armate…la sua arma di tortura preferita è la frusta. Il suo fisico e la sua abilità nelle armi lo rendono un guerriero eccezzionale rendendolo degno del suo titolo. Sconsiglierei di farlo arrabbiare,quando i suoi occhi si accendono d'ira riesce a incutere timore anche su di me."
[Valgarius Ferner]

"L'ho visto da vicino, troppo vicino da lasciarci la barba. E' un'infame senza onore. Attendo che verrà il giorno in cui possa incontrarlo di nuovo, ma stavolta per prendermi il suo scalpo come risarcimento del mio onore perduto. Nutro parecchio odio nei suoi confronti, è sicuramente l'umano che tormenta i miei sogni e fomenta i miei desideri di vendetta. Lo terrei rinchiuso nelle più recondite celle di Thorbardin per vederlo supplicare e mangiare letame. No, non è abbastanza, lo terrei in vita quel tanto che basta per poterlo torturare ogni giorno che passa."
Dain Scudodiquercia

"Non mi ha dato neanche il tempo di spiegare! Mi ha colpito e portato in una brutta cella con degli strani arnesi appesi alle pareti. Ero affascinato da quella figura, anche se poi ho cominciato ad odiarlo quando rideva sadicamente mentre mi picchiava! Per fortuna un malinteso con un suo tirapiedi mi ha permesso di fuggire… Lo rividi tempo dopo, non più alla fortezza di Zakhar, ma proprio a Palanthas!! Non so come sia fatto in volto, porta sempre una maschera, però sono in grado di riconoscere la sua voce fra mille! Non lo dimenticherò mai."
Melvin Blueyes

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