Gantrithor HammerNak

Razza: Barbaro del Khur - Sesso: Maschile
Classe: Chierico
Allineamento: Caotico-Malvagio
Divinità: Morgion

Storia

*Dalle pelli sulla ri-fondazione di Balifor*
"…Avevano viaggiato in mare per poco meno di cinque anni e per dei barbari, persone abituate a tenere i piedi ben saldi sulla terraferma, quel periodo era sembrato piu' lungo di una eternita'. Ora, finalmente, era giunto il momento di fare rotta verso la loro città: Balifor.

Il comandante della nave, Khuri-Tal, era impaziente. Era li', con gli occhi che si perdevano lontano, in piedi, come guardasse l'orizzonte. Immobile, sporto sulla prua, quasi sdraiato sul bompresso, sembrava volesse giungere sulla terra prima della sua nave, quasi a rivendicare il diritto di toccarla per primo.

Sentiva il vento sul volto e gli occhi si bagnavano degli schizzi delle onde, ma sembrava non sbattere mai le palpebre.

In realtà la sua mente stava ripercorrendo il periodo in cui era stato lontano dalle sue terre. Ricordava il triste ma necessario momento della partenza, i volti tristi della sua gente che lo guardava dalla banchina mentre la nave salpava.

Perche' quella partenza? Perche' aveva sentito l'istinto di partire per terre sconosciute e minacciose. Perche' quel viaggio che lo aveva portato solo incontro al pericolo e ad asperrime battaglie nelle quali aveva perso metà dei suoi uomini?
Il padre, Governatore di Balifor, aveva fatto di tutto per dissaduerlo, ma lui non aveva sentito ragioni. Avvertiva troppo nel profondo la spinta per quel viaggio. Ma che senso aveva avuto?

Mentre masticava amaramente questi pensieri vide i primi lembi di terra avvicinarsi. Era quasi l'imbrunire, ma non riusciva a vedere le luci della sua Balifor.
Ci volle poco per giungere all'approdo. Non si aspettava certo di essere festeggiato, ma nemmeno di non trovare nessuno nel porto.
Che strana sensazione! Dov'era la gente?
Guardo' i suoi uomini e vide che loro si scambiavano occhiate interrogative e di meraviglia.
Entrarono in città. Balifor era quasi deserta.

C'erano solo un fabbro, un altro lavoratore e nulla piu'. Tutti gli altri erano spariti. Andati nelle Dragon Army, a quanto era riuscito a sapere. Thoros Forger gli aveva detto che da quando il padre di Khuri-Tal era morto durante una battuta di caccia, circa due anni prima, Balifor non era piu' sicura, esposta alla merce' di chiunque, ed allora la gente aveva preferito arruolarsi nelle Dragon Army in cerca di protezione.

Comincio' a prenderlo la rabbia. Ma che cosa era successo? Perche' tutto questo? Ma soprattutto, che fare?

Poteva scegliere tra due cose, ripartire ed approdare verso altri lidi, o restare.
Si rimbocco' le maniche e credette di capire: il suo viaggio era servito per rendere forte lui stesso e i suoi uomini, per renderlo degno di prendere il trono del padre.
Si reco' davanti alla Stone della città scrivendo il suo nome al posto di quello del padre e giurò su Gormione che mai più, per nessun motivo al mondo, finche' la Regina gli avesse concesso la vita, la sua gente avrebbe avuto nulla da temere dentro le mura di Balifor.
Le urla dei suoi soldati, levate verso il cielo, sottolinearono quel giuramento.

Lo splendore di Balifor era destinato a risorgere."

Così scrisse il vecchio barbaro sulle pelli.
Così scrisse di un gruppo di Eroi che si ripresero Balifor seguendo il loro signore.
Così scrisse di me.

Dopo esser tornato a Balifor insieme ai miei compagni venni nominato Giudice del Khur e garante del rispetto della legge in tutta la penisola.
Un giorno, dunque mentre perlustravo le immense pianure della mia popolazione,m'imbattei in un tipo alquanto strano…abbastanza anziano e con indosso una strana armatura ammaccata e delle vesti molto singolari:un cappello da pastore ed un mantello Verdi.
L'anziano,da subito,suscitò i sospetti in me e così cominciai a fargli qualche domanda…
IO:"Chi sei, Anziano?"
Lui:"Il mio Nome è Zeratul Darksky;Ex ambasciatore delle Green Dragon Army, Ex ambasciatore delle Allied Dragon Army e Sacerdote di Morgion errante pèer le terre di Krynn per conto del mio Dio!"
Io:"E quale missione deve compiere per conto di Morgion, se mi è consentita la domanda?"
Zeratul:"Barbaro…non so neanche chi tu sia…perchè dovrei darti retta;basterebbe una sola delle mie preghiere per fulminarti ed ucciderti definitivamente!"
Io:"Dunque, il mio nome è Gantrithor HammerNak,discendente della ONORATA famiglia dei Nak-Khur; Attuale Giudice di tutta la penisola del Khur, Fedele Devoto di Gormione[Morgion]."
Zeratul:"Se così stanno le cose,allora ti racconterò la mia missione…Morgion,questa notte, mi è apparso in sogno, e mi ha ordinato di Estirpare il BENE dal mondo…seguendo una via particolare:Silvanost,Tarsis,Thorbadin,Qualinost e Palanthas…e oggi,anzi a momenti partirò per il mio lungo e mortale viaggio"
Io:"Posso accompagnarla, Sacerdote?"
Zeratul:"Non sia mai,mi accompagnerai solo fino a Silthelnost, perchè sarà lì che,probabilmente,morirò nella terra dei miei eterni nemici capeggiati dal Valoroso Gael Luthien e da suo fratello Ian:gli Elfi"

Ci incamminammo e dopo ore di viaggio, alle porte della foresta di Silthelnost,avamposto elfico, e lì scese da cavallo, si tolse il suo cappello, trascrisse alcune preghiere dal suo al mio libro e disse:"Abbi cura del mio cappello, ha visto molte battaglie, è malconcio, ma rimane pur sempre il mio cappello verde che mi regalò il mio amico e compagno d'arme Raneel DarkAngel…mi fido di te giovane sacerdote"
Detto ciò, risali a cavallo e scomparve nella foresta.
Il temerario stava andando a morire…ne era certo!
Dopo alcuni minuti di silenzi,sentii lo sferragliare delle armature e il salmodiare delle preghiere:elfiche e umane.
Non pensavo potessro succedere cose simili…poi…il silenzio e poi ancora le grida degli elfi.
Zeratul Darksky era stato sopraffato.I minuti per me passavano lentamente,dopodichè iniziai a sentire due cavalli avviciniarsi al limitare della foresta..erano loro.
Si presentarono a me due elfi,uno robusto e molto abile con le armi:Ian Luthien;l'altro un sacerdote con il simbolo di Paladine:Gael Luthien,suo fratello.
Entrambi mostrarono la testa del vecchio Darksky,me la buttarono ai piedi e poi dissero…"Che questo sia un monito per tutti quelli come lui e come te,Barbaro del Khur,perchè siete tutte razze inferiori alla nostra.Non azzardatevi più ad entrare nelle nostre foreste."
Detto questo girarono i cavalli e se ne andarono.
Volevo fare qualcosa,ma ero terrorizzato, se neanche un chierico potente come Zeratul era riuscito a sconfiggere i valorosi elfi capeggiati dai fratelli Luthien(Gael e Ian)io non avrei neanche potuto vantare speranze.
Seppellii la testa del povero umano e tornai a casa.
Ora mi alleno con lo splendido cappello verde…e conto un giorno o l'altro di poter vendicare la morte di Zeratul conquistando la foresta silvana insieme al mio signore Khuri-Tal…e portare a termine la missionedell'anziano umano per poter tornare sul luogo della sua morte …depositare il bel cappello Verde delle Green Dragon Army,simbolo si un'armata gloriosa,sulla sua tomba e poter dire:"RIPOSA IN PACE ZERATUL DARKSKY;LA TUA ANIMA E' STATA VENDICATA!"

Passarono gli anni ed io divenni da giovane sacerdote impulsivo e smanioso di potere quale ero,un anziano devoto piu che mai al mio unico DIO…divenni infatti uno fra i sacerdoti con piu fede in tutto il continente di Ansalon.
Vecchio,canuto e molto riflessivo,preferivo pregare piuttosto che combattere…amavo ancora le armi certamente,ma preferivo in caso di necessita usare anzitutto il mio unico potere innato di sacerdote a cui pochi sapevano resistere;la brama di potere giovanile era per certi versi passata,ma non transigevo agli oltraggi subiti dal mio popolo e quando sentivo determinate frasi spropositate pronunciate dai giovani arroganti subito un senso di ira mi pervadeva e il mio dio si impossessava del mio corpo…
VENDETTA gridava la mia fede,VENDETTA gridava la mia razza.

Ormai i tempi erano molto cambiati:il mio signore della gloria e dei fasti di un tempo era passato a miglior vita,
Khuri-Tal era diventata il nostro Spirito Guida,unica luce in questi tempi molto cruenti;anocra ricordo delle numerose battaglie al suo fianco…ogni tanto il suo spirito mi affianca nelle mie numerose,ancora adesso, peripezie e sorrido nel pensare che lui mi vide nascere come un semplice sacerdote,mi vide formare e mi vide diventare molto fedele e potente nell'uso delle armi da guerra…
La mia vecchiaia e la mia nostalgia per la collaborazione nel governo di Khuri-Tal mi fecero dimettere dalla mia carica di vicegovernatore,decisi di lasciare spazio ai giovani dando loro consigli su come gestire guerre e alleanze…

Fu cosi che vennero eletti un nuovo governatore ed un nuovo vicegovernatore…

Essi rispondevano al nome di Seifer Barlow Flagello del Khur e al nome di Kefren esperto ranger del nostro popolo…
Costoro tutt'ora stanno guidando il mio popolo verso l'orgoglio razziale caratterizzante la nostra razza!
Prese il posto del Flagello un esperto guerriero di nome Baal Bloodshed che vidi nascere quando ero ancora nel fiore dei miei anni; ed insieme a lui un Ranger di nome Iglack McGregor comanda lo schieramento degli arcieri…

Tuttavia nonostante l'eta molto avanzata e la stanchezza perenne non persi di vista il mio intento primario:vendicare la morte del mio "maestro" Zeratul Darksky…ed un giorno svegliatomi come sempre all'alba,in una fredda giornata d'inverno,decisi che era giunto il momento di andare dagli elfi a confrontare la mia fede con l'abilità di Ian Luthien…dapprima al limitare della foresta uscirono degli elfi che mi risposero in malomodo…
Vennero feriti in maniera repentina dalle mie preghiere e disarcionati iniziarono ad urlare dal dolore…il mio dio stava compiendo la mia vendetta…usci Il guerriero Ian Luthien che prese a ricorrermi in malomodo farneticando frasi in elfico di cui ancora ignoro l'esistenza,mi toccò ma la mia armatura parò buona parte del colpo "mortale subito" e riuscii a rimanere in sella al mio destriero iniziando a salmodiare i versi del mio libro sacerdotale…cadde anche lui da cavallo e perse i sensi.
Mi avvicinai e con un coltello tagliai quella che era ancora,nonostante l'età avcanzata, una ciocca di capelli in segno di spregio.
Uno dei due fratelli era stato punito.

Decisi allora che nonostante fossi stremato era giunto il momento di punire anche l'altro fratello…Gael,e gli mandai un piccione…

Aspettai un paio d'ore al limitare della foresta quando ad un tratto usci a cavallo di un raro esemplare di cavallo elfico,mi guardo con occhio truce e comincio a pregare,ma la mia fede era piu salda della sua e non svenni,allora inizio una semirissa durante la quale mi concentrai fino a far perdere momentaneamente la memoria al mio avvrsario,sì da non fargli ricordare nessuna preghiera…dopo cadde al suolo privo di sensi ed uscirono degli elfi per soccorerlo…la mia vendetta era stata compiuta,sputai per terra e me ne andai!

Tornato a balifor mi attendeva la mia vita di sempre…
incontrai Shiva che nonostante l'età e la perdita del marito khuri-Tal rimaneva sempre un bellissimo esemplare di femmina umana…nonostante io avessi una certa età i miei sensi si risvegliavano sempre al suo passare!

Kaith-Phar era scomparso e nessuno sapeva piu nulla di lui,ogni tanto si sentivano delle sue parole volare insieme al vento ma nessuno mai capiva da dove queste venissero.

I tempi erano cambiati,le generazioni erano passate ed io quasi mi sentivo estraneo alla comunità…ero diventato vecchio,pregavo di continuo il mio Dio che mi concedesse la forza di vivere ancora quel tanto che bastava vedere il mio popolo liberarsi dal giogo delle Dragon Army riunitesi a Floatsam,il mio cuore gridava libertà ed un lontano cugino, appartenente alla pacifica tribu dei Que-Shu,di nome Krauser mi incitava a spronare il mio popolo a ritornare alle antiche usanze barbare che tanto gli umani detestavano.
Divenni oltrechè Giudice anche Shamano e molti presero a chiamarmi anche Giudice Profeta per la mia veneranda età…
mi sentivo stanco molto stanco ma con l'aiuto dei sacerdoti guaritori le mie ferite venivano risanate subito e potevo quindi continuare con l'aiuto del mio popolo a specializzarmi nell'arte dell'alchimia…
I Fabbri erano piu attivi che mai Mahtan,Nahtan e Lysanna Godkin forgiavano per i giovani guerrieri armature di inestimabile valore…

A breve il buio eterno mi sopraffarrà e spero solamente di poter morire con onore ucciso da un mio fratello per non essere infilzato da un nemico…spero di seguire le orme del mio signore e diventare un Anima guida del mio popolo…
chissà cosa mi riserverà il mio Dio…il nemico e alle porte,stavolta credo che uccidero piu nemici di quanti ne abbia mai uccisi…taglierò loro le teste, mi mangerò le loro cervella,i loro occhi e i loro cuori…assimilerò la loro forza e vedro con gli occhi di un morto…sentiro cosa hanno provato loro prima di morire e pensero che la stessa cosa e stata pensata da tutte le mie vittime…spero di non morire in questa battaglia,ma le Dragon Army si sono rinforzate:Che l'anima di Zeratul mi protegga,lui non avrebbe mai voluto siffatta guerra,lui avrebbe punito di persona tutti gli assassini delle DA…
Ora però loro sono molti…certo i nostri guerrieri reggeranno l'impatto con i loro maestri d'arme…ma loro hanno molti piu sacerdoti di noi,ed io sono stanco molto stanco…confido nella mia fede che fin'ora non mi ha mai abbandonato e mi ha fatto battere tutti i loro chierici lottando uno contro uno…confido nei nuovi sacerdoti Jorg e Otto Spritz,confido in Valnir vecchio amico umano,confido in Gormione Dio della Malattia,della carne bruciata portatore di distruzione.

*Prega Gormione*

-"Aglar uth nalrom behin godkeir nash holzer"

e d'improvviso un terremoto abbattè tutti i nemici lasciandomi solo insieme ai miei fratelli sulle pianure tanto amate da me del Khur…mi rivolsi verso Seifer Barlow e Urlai:
-"Mio signore,La nostra potenza risiede fra le nostre Gambe"

dopodiche svenni e mi svegliai 3 giorni piu tardi,febbre nausea e vomito mi assalivano…tutte le anime che avevo assimilato mangiando le viscere dei miei nemici da me uccisi si stavano ribellando.
Resisterò per il mio popolo…anche se non so ancora per quanto!

*Dalle Memorie del Patriarca della Notte*

A Balifor risuonava un forte silenzio e da giorni tutto taceva; il Patriarca Gantrithor passeggiava distratto per le vie del centro quando d’un tratto Lutathius gli si parò davanti col volto preoccupato.
Il Barbaro, perplesso in volto, osservò il mezz’elfo e disse: “Parlate Patriarca,cosa vi turba a tal punto da venirmi a cercare nel cuore di Balifor, mia dimora da sempre?”
Egli mi guardò e disse: “Vengo per Ivanoe; peggiora di giorno in giorno”.Risi e senza batter ciglio gli dissi che non mi interessava nulla di un “misero elfo” nonostante fosse il Patriarca della Luce.
Passarono i giorni, le settimane volarono…nel mio nero cuore iniziavo a provare sentimenti fino ad allora sconosciuti;iniziavo a temere per la vita di colui che tempo addietro mi aiutò nelle mie ambasciate in Solamnia: se Ivanoe fosse morto, io, in quanto male puro, non avrei avuto alcun motivo d’esistere.
Un filo invisibile mi legava al suo destino.
Iniziai a viaggiare alla ricerca dell’elfo per far sì che egli con la sua vita desse uno scopo alle mie conquiste e viaggiai per mare e per terra.Molti mi si pararono davanti cercando di nascondermi la verità; ancor più perirono dinnanzi al mio sguardo ustionante e bruciarono nell’oblio eterno.
Non ebbi notizia alcuna di Lutathius e, cosa ancor più grave, per i miei scopi oscuri, non seppi più nulla riguardo ad Ivanoe.
Arrivai in Solamnia e decisi di risiedere per qualche giorno nella sua capitale con l’obbiettivo di scoprire qualcosa riguardo all’elfo scelto dagli Dei.
Proprio quando i miei sforzi e la mia pazienza sembrarono risultare vani, venni a sapere della presenza in città del Priore di Majere:Daderios Mentor.
Mi presentai, dunque, al suo cospetto, non dichiarando la mia vera identità, egli prese a parlarmi dei gravi problemi che affliggevano Krynn, ma nulla mi disse riguardo ad Ivanoe.
Fu allora che interrompendolo dissi in un comune poco comprensibile: “Dove risiede Ivanoe? Dove?”.Egli, aggrottando la fronte, mi rispose: ”Chi sei tu?Il mistero ti avvolge, ma sento di doverti dire che risiede in un’isola a sud-est di Newport.Dove sono custoditi i Dischi Sacri, li troverai ciò che cerchi!”
Me ne andai congedandomi da lui adducendo non poche scuse che credo lo insospettirono non poco; poi, riprese le mie poche cose, riparti alla vota dell’isola.
Fu facile per me trovar quel posto; proprio lì gli Dei mi onorarono e mi ricompensarono del lavoro svolto scegliendomi come Patriarca della Notte.Una volta sbarcato Lutathius mi accolse dicendomi: ”Sapevo che il tuo cuore non nascondeva indugi; sei venuto per adempiere ai tuoi doveri”.Non nego tutt’ora che le sue parole mi infastidirono, e non poco; tuttavia tacqui e lo seguii. Lì trovai anche Daderios Mentor che mi riconobbe e con non poco sospetto mi accolse insieme a Lutathius sull’isola Sacra.Giungemmo dunque al tempio e, con mia grande sorpresa, notai che, nonostante l’evolversi degli eventi, un senso di pace e tranquillità imperavano sugli elementi naturali. D’improvviso mi voltai, e notai che una delle due torri antistanti al Tempio era crollata; il Priore di Macere annuì stancamente accennando ad un drago; non colsi subito e d’istinto mi voltai verso Lutathius il quale sembrava totalmente assente;gli occhi lucidi, lo sguardo fisso verso i giardini poco ad est…
“Patriarca: cosa vi turba?” egli mi rispose con voce affranta: ”Seguitemi ne sarete voi stesso testimone”.Non capii, ma feci ciò che mi era stato chiesto.
Lasciammo dunque il tempio, luogo dove gli Dei avevano intrecciato il mio destino con quello del mezz’elfo e dell’elfo; ci dirigemmo, dunque ai giardini, poi i miei occhi videro…
Alcuni, ricordo, la chiavano “Salvezza”; io molto piu semplicemente “Privazione di Carne” o “Morte”… Il Patriarca Ivanoe pareva esser definitivamente morto e sepolto nel suo sarcofago di pietra fredda.
Mi voltai verso Lutathius, ma non dissi nulla…
Ciò che Ivanoe mi aveva sempre criticato era stato anteporre il mio spirito di barbaro ai miei Dogmi di Fede; ed anche oggi nuovamente stava riaccadendo.
Il mio spiritosi barbaro guerriero onorava il nemico di molte battaglie, la mia fede esultava per la scomparsa di un grande ostacolo per il raggiungimento dei miei fini.
D’un tratto, e quasi contemporaneamente, io e Lutathius toccammo istintivamente il sarcofago che da freddo divenne quasi caldo ed una presenza parve avvicinarsi a me e al mezz’elfo.
Ci voltammo ma non c’era nessuno..ci parve di risentire lo spirito di Ivanoe…Ci parve.
Eventi straordinari si susseguivano intorno a noi, ed un fascio di Luce comparve nel tempio sacro.
Strane visioni ci accompagnavano: forse che Ivanoe non fosse morto definitivamente? Forse che fosse nel limbo fra la vita e la morte?
Al tempio il fascio di Luce era sprigionato dai dischi di Mishakal verso il cielo; d’improvviso quel rumore agghiacciante:la comparsa di un Drago. Il fascio di Luce lo trafisse e la bestia parve cadere nei pressi della palude di Solace…
Io seppi ciò che volevo: Ivanoe non era morto del tutto e questo lo intuì anche Lutathius. Ciò era preoccupante per me quell’elfo era sempre stata una persona poco prevedibile…
Tornai a Balifor e lì trascorsi, ad insaputa di tutti, circa due mesi e mezzo; mi disinteressai di tutto e di tutti coloro che fossero al di fuori del mio Ordine Oscuro,gli dei erano irati e Morgion lo dimostrò con i suoi seguaci.
Seppi dopo molto tempo che Selar, il Sommo Sacerdote, aveva sacrificato la sua vita per salvare quella dell’elfo, questo era l’ultimo gesto di un Sommo Sacerdote che confidava nei suoi Patriarchi.
Passarono i mesi e i giorni divennero più caldi col subentrare della nuova stagione…
Venni convocato da Lutathius il quale mi riferì che ci saremo dovuti necessariamente incontrare, per la fusione di alcuni reagenti e per il ringiovanimento di Ivanoe, nella Torre del Sommo Chierico; io, scettico, risposi che avrei presenziato…ma ancora nulla sapevo riguardo alla loro presenza…

Lasciandomi alle spalle le lunghe distese di steppa della penisola di Khur attraversai le pianure antistanti Kalaman e giunsi dopo un lungo viaggio estenuante alla Torre del Sommo Chierico; lì nessuno mi accolse e mi incamminai, solo, verso le stanze interne e più precisamente verso il piccolo tempio situato dopo lo sfarzoso chiostro.
La mia solitudine regnava incontrastata in quelle stanze così riccamente affrescate quando ad un tratto una figura mi destò interesse: era una giovane barbara della tribù dei Que-Shu, costei senza alcuna espressione di timore verso di me si sedette al mio fianco e iniziò ad osservarmi curiosamente,io mi voltai e dissi: “Kurstèt uglarkùrk nibrùsha kturgàt brutmoktèr”, lei sorrise e mi rispose in lingua comune: “Osservavo la tua mole…e da come parli riconosco in te un barbaro dela tribù dei Que-Khiri” dopodiché chinò il capo con la fierezza del suo popolo e credo iniziò a meditare sugli eventi.
La sala iniziò, piano piano e rumorosamente, a riempirsi e io, che ancora nulla sapevo della “loro presenza”, mi resi conto che il Patriarca delle Stelle molto saggiamente non accennò nulla per scongiurare la mia assenza: elfi,mezz’elfi,nani,umani, Cavalieri di Solamnia e Sacerdoti di Paladine …tutti della peggiore specie vista in circolazione …
Inorridii a tale vista ma, mio malgrado, dovevo mantenere la parola data e rimasi per concludere ciò che tempo addietro iniziai.
La cerimonia ebbe inizio; lunghe preghiere vennero pronunciate e si potevano udire indistintamente le voci di ogni singolo sacerdote;io,dalla mia panca laterale, scostai il nero cappuccio e vidi che molti profani mi osservavano,infastidito, scossi il capo e rimasi in silenzio.
Il Patriarca Lutathius giunse infine fra gli ultimi e notò subito la mia presenza.
Devo dire che molto egregiamente lui mantenne la calma fra i presenti; non è da tutti, certo,far “convivere” nella stessa stanza nani,elfi,mezz’elfi e umani…ma gli dei lo avevano scelto non a sproposito per aiutare Ivanoe.
Arrivò dunque il mio momento e, chiamato dinanzi all’altare, mi affiancai al Patriarca delle Stelle il quale mi chiese il mio “reagente speciale” per ultimare la pozione che avrebbe definitivamente ringiovanito Ivanoe.

“Il mio Momento” pensai con somma goduria nell’osservare la folla che, titubante, mi osservava…
D’un tratto mi voltai verso Lutathius e, repentinamente, osservai Ivanoe, il quale, con grande tristezza, ricambiò il mio sguardo; dopodiché mi voltai e m’incamminai nella sala antistante al tempio.

Gli Dei non capirono il mio gesto dettato da fede, esaltazione ed odio razziale e il cielo d’improvviso si oscurò in un susseguirsi di fulmini…la Barbara mi seguì con Lutathius e insieme mi convinsero effettivamente effettivamente a seguire il volere degli Dei ed io feci ciò che questi avevano programmato.
Consegnai il reagente con non poca riluttanza e dissi con altrettanta arroganza: “I Profani non dovrebbero assistere a siffatti miracoli divini…”; poi i prodigi celestiali riempirono con un turbinio di Luce la stanza e d’un tratto Ivanoe tornò giovane come un tempo…
Mi voltai con ira verso i profani e invocai Morgion il quale non esaudì propriamente le mie preghiere ma provocò malori e nausea a coloro che più fra tutti mi guardavano sospettosamente…
Quegli stolti più e più volte sfiorarono la rissa ignari di ciò che li avrebbe potuti cogliere dì’improvviso se mi fossi irato sufficientemente; la tensione era molto palpabile nell’aria.
Poi la calma regnò sovrana grazie all’intervento del Patriarca delle Stelle ed io in silenzio tolsi il disturbo, dirigendomi verso il mio destriero; non prima però di aver visto che parte di quella pozione poteva esser usata per curare il male della regina degli elfi Silvanesti…
La ripugnanza mi pervase e voltandomi verso Lileman Mime lo minacciai veementemente; lui era la persona che ritenevo piu traditrice di tutte quelle presenti.Il Mezz’elfo aveva tradito la mia fiducia quando condusse il suo Clan a cozzare contro gli scudi dei miei sacerdoti…

Con Amarezza mi incamminai indiscutibilmente solo, come sempre del resto, verso la via di casa.
I miei nervi iniziavano a vacillare ma la mia fede era ancora salda; alzai gli occhi al cielo e urlai con tutto il fiato in corpo: “arriverà il mio momento!!!” detto questo chinai il capo e lasciai che il mio destriero mi guidasse verso casa.

Il Patriarca della Notte
Gantrithor HammerNak

*Work in Progress*
10-09-'04

Ritratto del Personaggio

Gantrithor HammerNak in procinto di scendere sul campo di battaglia ed in giovane età
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Gantrithor HammerNak in meditazione e preghiera con abiti da cerimonia
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Particolarità

Dicono di Lui

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