Elfo Kagoneste

Gli elfi di Krynn furono creati dagli Dei del bene, che gli donarono bellezza, grazia e la possibilità di vivere molto a lungo. Rispetto alle altre razze incarnano il senso di lealtà e di amore verso la natura.

Aspetto

La loro altezza varia dai 150 cm fino ai 170 ma grazie al loro fisico muscoloso ed asciutto al tempo stesso, fa sì che sembrino più alti ed imponenti. Il loro peso invece varia dai 50 ai 70 Kg. Gli elfi si considerano adulti all'età di 80 anni e possono vivere fino ad un età massima di 750 anni circa, ma spesso lasciano il mondo intorno ai 550.
I Kagonesti, in particolare, sono più muscolosi rispetto ai propri cugini, hanno la pelle abbronzata, adorna di pitture e tatuaggi tribali. Molti hanno capelli scuri che vanno dal nero al castano chiaro, gli anziani hanno i capelli bianco/argentati, tratto che è possibile riscontrare in rari casi anche in Kagonesti più giovani. I loro occhi variano dal castano scuro, schiarendosi fino ad un colore molto simile all'ambra.

Tratti essenziali

Sono un popolo chiuso e appartato, che non ama i contatti con gli altri. Una volta si chiamavano Elfi di Frontiera.
Sono guerrieri formidabili e non amano la città.
Hanno vissuto in contatto con i Druidi e hanno appreso la loro cultura e riprendendo gli antichi costumi degli elfi. I Qualinesti ed i Silvanesti li considerano barbari, proprio come gli umani considerano barbari gli uomini delle Pianure.
I Kagonesti sono sempre stati poveri dal punto di vista materiale. Sono cacciatori e raccoglitori, lavorano il legno con esperienza ed abilità e forgiano metalli solo per poche necessità.
Sono un popolo valoroso, dal temperamento forte e passionale. Essi vivono in completa armonia con la natura, considerandola la chiave di una vita completa e felice, il che li induce ad un rispetto per la natura e le sue leggi simile a quello dei druidi.
I Kagonesti si riuniscono in piccole tribù ed abitano in ripari modellati intorno ai boschi che abitano, non è inusuale vedere un elfo kaganeste dormire semplicemente adagiato tra i rami di un albero il giorno prima e nell'incavo di un albero la sera dopo. Sono poche le strutture comuni costruite all'interno del bosco e che servono a favorire il mantenimento della tribù stessa.
Il capotribù è solitamente il cacciatore più abile tra i Kagonesti e viene eletto con il rito della grande caccia.
A consigliare il capotribù c'è lo sciamano, un elfo che vive in piena sintonia con il Grande Albero e che da esso riceve poteri e visioni. In caso d'assenza del capotribù è lo sciamano a guidare gli elfi.
I Kagonesti onorano i loro morti ponendo i corpi in canoe, lasciate poi libere di vagare in mare aperto.
Raramente un Kagoneste lascia le terre in cui e nato per avventurarsi nel mondo esterno, anche se dopo la Guerra delle Lance, molti giovani hanno abbandonato la loro patria per seguire i cugini più civilizzati Qualinesti e Silvanesti. Ciò ha indotto i più anziani a porre un limite all’uscita dall’isola che può avvenire solo in caso di reale necessità o di pericolo imminente, e sempre con l’autorizzazione del Capotribù o dello Sciamano.
I Kagonesti non hanno una gerarchia di classi sociali, ciò che possiedono lo condividono con la comunità, ed i pochi averi personali, vengono guadagnati con imprese e servizi per la tribù.
I Kagonesti commerciano raramente con l'esterno, limitandosi a pochi scambi con gli altri umani che saltuariamente approdano nella parte settentrionale e qualche rapporto commerciale con gli gnomi ed i cavalieri che vivono nell'Ergoth Settentrionale.

Religione

I Kagonesti seguono il Dio Zivylin che è l'Albero del Mondo, una forma che loro danno per descrivere quella del cosmo, diviso in tre Regni: quello superiore, del cielo, dove vanno le anime degli elfi quando muoiono; quello medio, dei mortali; quello inferiore, dove aleggia il potere oscuro dell'universo. I Kagonesti lo considerano il più importante tra gli Dei, chiamandolo anche L'Albero Padre oppure Il Grande Albero.
Gli elfi Kagonesti hanno una visione molto negativa della morte che vieni considerata come la fine del tutto e per tanto hanno molto rispetto per la vita di ogni creatura.

Riti Kagonesti

I riti dei Kagonesti sono delle cerimonie tribali/religiose che scandiscono e regolano la vita degli elfi selvaggi. Vengono officiate dallo sciamano della tribù e spesso richiedono la partecipazione anche degli altri membri della tribù.
I riti si dividono in due categorie:
1) I RITI DELLA VITA che regolano il progredire ed il crescere degli elfi come individui e come membri della comunità.

  • IL RITO DI PASSAGGIO

Quando un Kagoneste raggiunge l'età adulta, viene introdotto nel gruppo attivo della comunità scegliendo il proprio ruolo. Gli vengono consegnati dagli altri membri della comunità, gli strumenti basilari per proseguire sulla via che ha scelto. Lo sciamano gli assegna il suo nome da adulto poichè nel giorno del passaggio il fanciullo muore e l'adulto rinasce.

  • LA GRANDE CACCIA

E' un rito annuale in cui i Kagonesti rincorrono gli animali tentando di catturarli senza far loro del male. L'elfo che porta con se la bestia più pregiata alla fine della notte di caccia viene insignito del titolo di Gran Cacciatore fino all'anno successivo.
Con il rito della grande caccia si elegge anche il capo della tribù nel caso ne venca a mancare uno. Se la tribù restasse senza capo, fino alla prossima grande caccia, lo sciamano ne farebbe le veci.

  • RITI DEI MORTI

I Kagonesti hanno il massimo rispetto per i defunti i quali vengono affidati alle acque di un fiume dopo essere stati adagiati su una zattera o una canoa. Cio' simboleggia l'abbandono della tribù da parte del defunto e l'inizio del viaggio di quest' ultimo verso qualcosa di più grande.

2) I RITI DEL TEMPO che invece venerano e seguono i cicli delle stagioni, del tempo atmosferico, degli Equinozi e dei Solstizi.

  • LA FESTA DEL GRANDE ALBERO

E il giorno in cui i Kagonesti si riuniscono intorno all'albero sacro allo shamano per festeggiare la vita. Per tutta la notte danzano intorno all'albero festeggiando la fertilita', bevendo succhi d'erbe ed invocando i nomi di Quen e Zivilyn per benedire la crescita e la nascita. Questa festa corrisponde all'Equinozio di Primavera.

  • IL SALUTO DEL SOLE

Tutte i giorni al tramono ed all'alba lo shamanon della tribù intona i canti del sole per accogliere con gioia il sole al suo sorgere e salutarlo con rammarico al tramonto.

Territorio

I Kagonesti dimorano in quello che un tempo fu l’Impero di Ergoth ed hanno stabilito il loro villaggio principale in quello che era l’antico insediamento di Daltigoth. A seguito del cataclisma il continente Ergothiano si divise in due grosse isole denominate Ergoth del Nord e del Sud, ed in altre isole più piccole poste ad occidente ed a Sud rispetto alle due isole principali.
I Kagonesti nei giorni odierni occupano l’intera isola dell’Ergoth del Sud che si presenta distinta in tre fasce. Quella a Nord è prevalentemente desertica e si estende dal Golfo di Daltigoth fino al Canale di Ergoth che separa l’isola del Nord da quella del Sud.
La parte occidentale dell’isola è prevalentemente costituita da rilievi montuosi e da una fascia striscia di pianura costiera nel Sud che si copre poi di foreste sempre più fitte man mano si prosegue verso Nord.
La parte orientale e meridionale dell’isola è essenzialmente pianeggiante con boscaglie diffuse.

Luoghi importanti

L’isola dei Kagonesti ospita due luoghi molto importanti nella storia e della vita di Krynn anche se, per entrambi vi sono fitti misteri e solo pochissimi sappiano con esattezza dove si trovino e come raggiungerli.
Nel deserto del Nord voci dicono che esista una misteriosa Torre, un luogo arcano in cui si riuniscono i cultori di strane pratiche magiche e che taluni chiamano Torre Rossa.
Nella parte meridionale e più impervia di Ergoth si trova invece il luogo forse più famoso, sacro e leggendario di tutta Krynn.
Attraverso un passaggio impervio e segreto, sempre vegliato dai migliori Guardiani Kagonesti e dagli Dei stessi ha sede la Tomba di Huma. L’umano eroe della prima Guerra delle Lance.
In questo luogo sacro in una grotta della montagna modellata dalla natura o dagli dei a forma di Drago d’Argento vi sono le divine forge nelle quali trovarono forma le Dragonlance, le uniche armi in grado di sconfiggere i malvagi Draghi delle forze oscure.

Relazioni con le altre razze

I Kagonesti, che hanno avuto un passato di schiavitù sono piuttosto schivi e non amano farsi vedere dagli estranei che capitano nei loro territori. Sono un popolo valoroso, dal temperamento forte e passionale. Poiché non intraprendono mai una guerra per loro iniziativa, si possono definire un popolo pacifista, ma, se costretti, sanno lottare con furore. Benchè, abbiano un temperamento pacifico, i Kagonesti sono poco tolleranti con gli stranieri, soprattutto se non invitati sui loro territori; li lasciano liberi di vagare nelle proprie terre, ma li ostacolano quando si avvicinano agli insediamenti della tribù e li puniscono quando infrangono le loro leggi o quelle della natura.

Storia

La storia dei Kagonesti è molto antica, ed in passato essi non erano nemmeno conosciuti con tale nome. Nell’età della nascita delle stelle, quando le prime razze furono create dagli dei, agli elfi venne fatto un dono dal Grande Albero. Quest’ ultimo fece pervenire uno dei suoi semi alla razza che più di tutte dette segno d’amare la natura ed il patronato di Zivilyn. Tale seme era simile ad un grande smeraldo privo di sfaccettature e dalla forma ovale.
Grazie al Seme del Padre, gli elfi diedero forma alla futura foresta di Silvanesti, imparando da esso l’arte di modellare la natura senza danneggiarla. I boschi divennero rigogliose dimore per gli elfi che vissero sempre in armonia con la natura. Il Seme del Padre divenne dormiente poiché aveva insegnato agli elfi ciò per cui era stato creato.
Con il declino dell’impero degli orchi e l’avvento della magia delle lune, gli elfi si allontanarono lentamente dal loro antico modo di vivere, ed ispirati da Silvanos crearono il grande impero elfico dell’ Era della Luce. Per proteggere il Seme del Padre, gli elfi istituirono l’ordine dei Guardiani, costituito dai migliori modellatori dei boschi, il cui compito divenne proteggere l’antica reliquia ed il suo sapere.

9000 - 8500 PC: Gli Elfi si ritirano nelle foreste per vivere in quieta armonia

8500 - 5000 PC: Gli Elfi rimangono isolati mentre le civiltà crescono

5000 - 3000 PC: Silvanos il signore degli Elfi convoca il primo Sinthal-Elish , o Concilio degli Eletti. Egli raccontò al concilio che gli Elfi potevano assurgere alla grandezza dell’antica civiltà Ogre senza assimilarne anche la malvagità. Molte famiglie si unirono , giurando fedeltà a Silvanos affinché li proteggesse dalla barbarie degli umani. Balif , appartenente a una prominente famiglia elfica , divenne il luogotenente di Silvanos. Gli Elfi si prepararono per la guerra contro gli Ogre. Alcuni anni dopo questi avvenimenti il mondo è sconvolto dalla prima Guerra dei Draghi. Kagonos e i suoi elfi combattono nelle fila dell’esercito elfico la prima guerra dei Draghi (3500 – 3350 PC). Gli elfi grazie all’aiuto di pietre magiche sconfiggono Orchi e Draghi rinchiudendo gli spiriti di questi ultimi all’interno delle pietre che vengono poi gettate in un’abisso tra i monti di Kalhkyst. Alla conclusione della guerra viene fondato il Regno di Silvanesti.

In questi avvenimenti nasce una frattura tra gli elfi e Kagonos inizia a pensare che la via intrapresa non sia quella corretta. Kagonos raduna attorno a se un gruppo di elfi fedeli alle antiche tradizioni e che rifiutano la via che gli elfi hanno intrapreso su questa terra, ma si professa ancora fedele al regno di Silvanos. Narra la leggenda che durante un viaggio Kagonos giunse in un luogo mai esplorato prima e ivi vi trovasse delle strane orme impresse nel terreno. Seguendole giunse in una radura della boscaglia ove vide un maestoso ariete dal color argenteo che stava per essere colpito a morte da un elfo chiamato Quithas Griffontamer. Rispondendo ad un irrefrenabile impulso Kagonos si lanciò contro l’elfo nel tentativo di salvare il magnifico animale. Nella lotta riuscì a sottrarre a Quithas un’ascia incantata grazie alla quale riuscì a far fuggire il cacciatore e salvare così la vita all’ariete. Ariete che appena conclusa la colluttazione tra i due elfi mutò di forma e si mostro per quello che era realmente: Darlantan, un Drago d’Argento. Kagonos fu colto da stupore e si inchinò profondamente davanti ad una creatura tanto nobile.
Darlantan conferì a Kagonos il titolo di Pathfinder degli elfi di Kagonos che da qui si chiamarono Kagonesti, e gli consegnò il Ram Horn (Corno d’Ariete) come simbolo di comando sulla sua gente. Il secondo corno sarebbe stato tenuto dai Draghi ‘Argento come sacro simbolo della fratellanza tra le due razze. Quithas, che era un alto dignitario elfico non perdonò il comportamento di Kagonos e con altri elfi a lui fedeli attaccò Kagonos per vendicare l’affronto subito. Questo fatto spinse Kagonos ad abbandonare gli usi degli elfi ed a isolarsi nel profondo della foresta, sebbene lui ed il suo popolo vengano perennemente perseguitati e schiavizzati dagli altri elfi che iniziarono a considerarli selvaggi ed inferiori.

2192 - 2140 PC: Mentre si recava a sottoscrivere un accordo di pace , Sithel viene accidentalmente ucciso da degli umani che cacciavano ai confini ovest di Silvanesti. Sithas ascese al trono e dichiarò guerra all’ Ergoth , nominando Kith-Kanan suo generale. Gli umani sotto il comando del generale Giarna resistettero ferocemente ai tentativi elfici di allontanarli dai loro confini. Dopo quasi quaranta anni di battaglia massacrante, le fazioni divennero confuse e mutevoli costringendo elfi a combattere elfi e umani a combattere umani. Gli elfi di Kagonos diventano fedeli alleati di Kith-Kanan che con il suo matrimonio con un umana si dimostra più tollerante rispetto agli altri elfi.

2073 PC : Kith-Kanan premia la fedeltà dei seguaci di Kagonos restituendogli la libertà e consegnandogli il territorio più orientale come loro nuova casa. Dopo questa separazione gli elfi selvaggi videro comparire sulla loro pelle tatuaggi come simbolo delle loro battaglie e di distinzione tra gli elfi di Kith-Kanan e di Silvanos. Nasce la nazione degli elfi Kagonesti che si ritirano nelle profondità della foresta isolandosi sempre più dal resto del mondo.

1019 PC durante la Terza Guerra dei Draghi i Kagonesti, nella figura di Ashtaway, nipote del Pathfinder Iydaway, fanno il loro primo incontro con i Cavalieri di Solamnia mentre questi stavano combattendo contro due Draghi Rossi e scoprono che non tutti gli esseri umani sono privi di onore. Durante lo scontro Ashtaway e Mammana, un’altra Kaganeste, odono il richiamo del Ram Horn suonato da Lectral un Drago d’Argento rimasto ferito durante lo scontro con quattro Draghi Rossi. Mentre i due elfi tentano di curare il drago ferito questi racconta delle nobili intenzioni di Huma Dragonbane, colui che diverrà il più leggendario eroe di Krynn, colui a cui saranno concessi i segreti per sconfiggere i Draghi del Male. I Kagonesti vengono attaccati dai Draghi. Con l’aiuto fornito da alcuni Cavalieri guidati da Sir Kamford gli elfi respingono il loro attacco. L’incontro tra le due razze apre un nuovo scenario nella storia dei Kagonesti. Ashtaway diviene il nuovo Pathfinder e si fa raccontare gli avvenimenti degli ultimi periodi dai Cavalieri superstiti. I Kagonesti vengono a conoscenza delle battaglie contro lo Regina Oscura e del significato di Sanction. Ashtaway aiuta i Cavalieri a trovare un passaggio nella foresta e fra le montagne per raggiungere Sanction. Molti elfi non condividono questa scelta ma rispettano la decisione del loro capo. I Kagonesti entrano in guerra a fianco dei Cavalieri di Solamnia e marciano su Sanction. Ashtaway ammira il valore dei cavalieri durante la battaglia contro orchi e draghi. I Kagonesti coprono la ritirata da Sanction dei cavalieri. Ashtaway impara una nuova lezione dagli umani grazie a sir Blayne che con il suo sacrificio permette a molti di salvarsi. Questo fatto fa maturare nel Pathfinder la convinzione che le usanze dei Kagonesti debbano essere cambiate per poter sopravvivere nel nuovo mondo e rompendo la tradizione decide di prendere moglie creando molto scandalo tra i più anziani.

250 - 100 PC: Istar reprime l’indipendenza di chiunque sia in disaccordo con le leggi del Re Prete. Gli Elfi, disgustati dall’arroganza umana , si ritirano sempre più nelle foreste.
Istar invade i territori dei Kagonesti distruggendo tutti i villaggi. I Kagonesti, arretrati tecnologicamente rispetto alle armi del Re-Prete rischiano l’estinzione. Iydahoe l’ultimo dei Pathfinder viene catturato con il resto della sua gente da alcuni carovanieri silvani e venduto ad Istar. Qui incontra Wellrance un chierico di Mishakal e la sua figlia Vanisia. Il chierico racconta a Iydahoe che in trenta giorni gli Dei distruggeranno Istar e che tutti i veri sacerdoti spariranno da Krynn. Aiutati da Vanisia i Kagonesti, ridotti a poche centinaia fuggono da Istar e fanno ritorno alla loro foresta. Iniziano i primi segni del cataclisma. Gli alberi muoiono, gli animali si ammalano. I Kagonesti fuggono sulle montagne.

Anno 0 il Cataclisma.
Per effetto di esso le terre di Ergoth si spaccano ed assumono la conformazione attuale. I Kagonesti si ritrovano isolati nell’Ergoth del Sud e decidono di condurre una vita appartata

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