Dwalin Corvotempesta

Storia

La mia storia inizia in una fredda notte di Cold-Lode. Mia madre, la vecchia e cara Dis Sguardodolce mi diede alla luce dopo un lungo travaglio nelle aule di Thorbadin, la casa dei miei padri. Fin da piccolo fu evidente la mia gracilità per essere un nano, mentre i miei amici e mio fratello Balin erano intenti a fare a pugni ed a scavare con picconi nelle miniere per rinforzare i muscoli e lavorare per la comunità al contempo, io me ne restavo sempre in disparte, sia perché ero sempre livido e malconcio dalle poche volte che mi mettevo a fare a pugni sia perché non mi attiravano eccessivamente le arti della lotta. La mia infanzia trascorse felice, mentre mio padre era estremamente orgoglioso del primogenito che lo seguiva nelle battute di caccia e si allenava incessantemente con lui nelle arti dell’ascia, forgiatura di armature e lotta, io prediligevo la mazza e la lettura.
Gli anni passavano, mi rinforzavo la mia costruzione non mi avrebbe mai permesso di portare una delle nostre famose armature a piastre, che proteggono come scaglie di drago ma sono molto pesanti ed eccetto che per i nani più forti impediscono anche movimenti agili, mia madre mi teneva spesso a casa facendomi leggere molti libri di saghe antiche e sulle passate guerre, divenivo sempre più erudito man mano che passava il tempo. Per le lunghe notti passate a leggere la barba mi diventò prematuramente bianca, cosa che ai nani accade solo in età molto avanzata mentre a me era accaduta in giovane età. Le mie giornate trascorrevano al contempo con lunghe veglie in chiesa a pregare in chiesa perché Reorx sia perché proteggesse il nostro popolo e lo rendesse sempre prospero e potente, sia perchè i minotauri tornassero sotto il nostro giogo come un tempo: “ah che tempi che erano quelli quando i lavori più duri erano fatti dagli schiavi!!” era la mia più sovente preghiera, visto che vedevo mio fratello affannarsi sempre in miniera a scavare tonnellate di materiali per trovare solo poche once di minerali preziosi, mentre trovava immense quantità di rame e ferro, gingilli nelle mani dei nostri fabbri.

All’età di 30 anni la mia vita cambiò repentinamente, mentre ero con mio padre, mio fratello e molti altri nani ad una grande battuta di caccia ci assalirono alcuni minotauri, arrivati nel PAX non si sa da dove, né come e perché. Ci assalirono di soprassalto, creando un gigantesco frastuono con i loro zoccoli ed i loro muggiti. Mio padre e suo fratello erano stati scelti per essere in assetto da combattimento per questa spedizione, così da avere una maggiore protezione in caso di attacco di briganti visto che eravamo tutti in vestiti leggeri e comodi, atti quindi per la caccia con arco e lance; non che ce ne fosse bisogno, un nano guerriero può tener testa ad un brigante anche nudo e con una semplice clava, ma per evitare frecce avvelenate o altro eravamo soliti portare un paio dei nostri in assetto da guerra per guardarci le spalle. L’assalto fu di prodigiosa potenza, in un primo momento li riuscimmo a respingere e mandammo il più veloce dei nostri sull’unico pony che non era scappato a chiamare rinforzi, dopo averlo scaricato delle armi da battaglia che gli avevamo caricato. Eravamo in notevole inferiorità numerica, la fuga ci era preclusa dall’avvicinarsi della notte come anche una lenta ritirata, che ci avrebbe probabilmente portato dentro una qualche trappola dei minotauri. Le ore trascorrevano lente dopo il primo attacco, ogni tanto sfrecciava una freccia da qualche parte, mio fratello con la sua possente ascia bipenne dava sfoggio di tutta la sua potenza, in poco tempo si era anche costruito uno scudo nel caso avesse dovuto usare una ascia ad una sola mano mentre mio padre dava sfoggio della sua grande abilità brandendo la sua ascia nanica, terrore per tutti i minotauri, molte erano le tacche sul suo manico, tante quante le teste di minoici che aveva staccato dai loro corpi. Mio padre e suo fratello si muovevano incessantemente per tutto il nostro accampamento di fortuna, per non dare un facile bersaglio ai nemici e per proteggerci con i loro possenti scudi a torre durante possibili attacchi.
Verso la metà della notte sferrarono un secondo assalto, il rombo era ancora più potente del precedente, avevano forse ricevuto rinforzi da alcuni loro amici, che fossero mai stati ricognitori incaricati di scovare le nostre entrate segrete? Lo scontro fu cruento, durante la giornata avevamo già perso alcuni compagni, trafitti da frecce e verrettoni visto che a corpo a corpo erano inferiori a dei nani ben armati essendo loro ricognitori vestiti non per la guerra. Le forze minoiche incoraggiate dai nuovi arrivati irruppero nelle nostre fila, falciando i nostri compagni e facendoli cadere pesantemente sul terreno essendo fra i nuovi arrivati giunti anche dei veri guerrieri. Lo scontro era furioso, le grida erano alte ed il frastuono del cozzare di armi si confondeva colle grida dei feriti. Io fui ferito da un dardo e mi accasciai sul terreno, l’ultima cosa che i miei occhi videro e le mie orecchie sentirono fu un cozzare di armi ancora più vigoroso di quelli precedenti e nelle nebbie del veleno vidi dei nani brandenti asce e martelli da guerra che sembravano volare sul terreno. Da ciò i miei pensieri si fecero confusi, vagai per lontane terre, vidi luoghi che mai avevo visto ma solo letto mentre dentro di me si faceva strada un grande calore, non era terribile o insopportabile, al contrario dava vigore al mio corpo e mi sembrava che mi parlasse e mi rincuorasse, rimasi in quello stato per un tempo a me infinito, poi successivamente mi raccontarono che era stato di ben 2 settimane di deliri e febbri altissime.
Il dardo era infatti avvelenato, la mia mente aveva vagato nel delirio del corpo dato dal veleno, fui accudito da mia madre e mia sorella, mio fratello maggiore e mio padre erano con parte dell’esercito per cercare, catturare e giustiziare sul posto tutti gli esploratori del sordido imperatore minoico che si aggirassero nei pressi delle nostre montagne, mai prima d’ora infatti si erano spinti così distanti ed avevano dato battaglia in così tanti dalla caduta di Kayolin. Quando mi ristabilii mi fu raccontato tutto quello che avvenne durante la battaglia.
Il nano inviato a chiedere aiuto aveva spronato talmente il povero pony che questo era caduto morto dalla fatica poco prima di arrivare a casa e l’ultimo tratto era stato fatto di corsa a perdifiato, aveva comunicato il messaggio di soccorso alla guardiola all’entrata della città. Subito si era mobilitato un contingente di guerrieri che era partito alla massima velocità consentita dai loro piedi. Il loro comandante, al tempo uno sconosciuto ma già indomito Rudolf Longaxe, arrivò in brevissimo tempo, lo scontro fu accesissimo, i martelli e le asce si abbattevano sui nemici e li facevano cadere come fuscelli, il loro irrompere fu così repentino che non si accorsero di loro e non poterono ripiegare su posizioni più difendibili o scappare, le loro leggere armature ed armi nulla potevano contro possenti armi da guerra e pesanti armature a piastre nei metalli più resistenti, furono in larga maggioranza subito uccisi, pochi riuscirono a scampare alla furia dei guerrieri di Thorbadin ed ancora meno sopravvissero ai giorni seguenti.
Quindi ci fu il recupero dei caduti, per la foga della battaglia pochi erano i caduti, molti erano o feriti anche in modo grave o storditi, io fui soccorso da Rudolf che mi riportò a casa mentre mio padre e mio fratello cercavano i superstiti del contingente minoico.
Durante il mio delirio capii il cammino che il supremo forgiatore aveva per me, la via dell’illuminazione, essere un suo ministro di culto, diffondere il suo verbo per i popoli di Krynn ed essere una guida per tutti i nani nella via della fede per quanto la mia stessa fede sarebbe riuscita a fare. Iniziai il mio noviziato sotto l’attento occhio di Gizelda Ironhammer che mi vagliò per diventare un membro del clero di Reorx e mi istruì per diventare una colonna portante del mio popolo, come lo è ogni nano che ha un compito nella comunità.
Il noviziato risultò lungo e difficile, innumerevoli sono le capacità richieste ad un chierico: meditazioni più profonde di quelle che io avevo mai compito personalmente, valutare al primo sguardo l’intelligenza altrui, il lavoro da amanuense iscrivendo pergamene di preghiere e ricopiando pergamene di vecchi ed antichi archivi, creare pozioni alchemiche di difficoltà sempre maggiore. Oltre a questo mi esercitavo costantemente con la mazza con mio fratello, se lui doveva proteggere il popolo dai nemici esterni, io dovevo curarlo nel corpo e nello spirito.
Gli anni passavano, io mi rafforzavo rimanendo gracile, la mia bianca barba si allungava ed io la tenevo curata in tre lunge trecce con anelli d’oro alla fine per fermarle. Finalmente il mio noviziato finì, era giunto il momento della grande prova, seguito dalla sacerdotessa Alhena Suiss che in caso di bisogno mi avrebbe soccorso, andai per le caverne di Pax per strappare dal corpo ancora caldo di una antica viverna i suoi cuori, la prova fu ardua, la cotta in maglia era si di pregevole fattura nanica ma non resistente come le nostre superbe armature a piastre e quindi dovevo costantemente pregare Reorx perché mi curasse in fretta le ferite che mi infliggevano i mostri. Alla fine raggiunsi la viverna, era più grande di qualsiasi cosa avessi mai visto, lo scontro fu durissimo, pregai costantemente Reorx e bevvi innumerevoli pozioni di cura, quel malefico animale scagliava fulmini, le zampate erano di inaudita potenza, strappavano anelli dalla cotta in maglia, le ferite sgorgavano sangue, lo scudo era infranto in molti punti e la mazza era scalfita, alla fine però il terribile mostro cadde esamine, il colpo di mazza finale le aveva rotto il collo, con uno spadino le aprii le sordide viscere e le tagliai i suoi pulsanti e sanguinolenti cuori. Li riportai a casa, stremato ma trionfante, con Alhena che mi sorreggeva felice per la prova così felicemente superata.
Al mio ritorno a casa mi fu data la veste sacra ed il mantello, grandi feste furono fatte sia in casa che nella comunità, raramente un nano sotto i 100 anni passava dal noviziato ad essere chierico. Da questo momento entravo effettivamente nella comunità del clero di Reorx, il mio cammino si stava finalmente compiendo……
Se prima i miei oneri mi sembravano grandi e faticosi, ora lo erano sul serio! Essere chierico di Reorx è una attività a tempo pieno, fui prima di tutto iniziato ai luoghi sacri e segreti di Thorbadin: le sacre cripte sotterranee sotto la chiesa. Furono create immemori generazioni prima dai primi nani che abitarono le nostre aule, benché vecchie non hanno dovuto avere nessun ritocco o restauro, le pareti perfettamente levigate sembrano scolpite ieri, noi le abbiamo solo abbellite con gemme preziose prese nelle viscere della montagna incastonate nelle pareti per dare lucentezza ad essa, innumerevoli torce in materiali preziosi.

Descrizione

Particolarità

Dicono di Lui

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