Barbaro Del Khur

I Barbari hanno capelli scuri, occhi tendenti al castano scuro/nero e una pelle lievemente dorata. I loro tratti somatici sono estremamente marcati, i capelli dei maschi sono spesso adornati da piccoli gioielli, quelli delle donne generalmente legati o poco lunghi. Più alti di circa un palmo delle normali popolazioni umane civilizzate, la loro esposizione alle continue intemperie ha donato loro una forza fisica superiore ai loro cugini delle città, un intelligenza che, seppur acuta e brillante, presenta caratteri istintivi piuttosto che riflessivi e razionali. Dopo aver raggiunto l’età dei 60 anni, molti barbari hanno una pelle coriacea a causa della vita selvaggia che caratterizza la loro esistenza, ma quelli giovani, siano essi maschi o femmine sono senza dubbio tra le etnie più belle di Ansalon. Le Tribù del Khur sono solite vestire di pelli, ma date le grandi capacità dei loro lavoratori, i Mayakhur, non è raro vederli vestiti con lunghe tunice dalla trama intessuta di raffigurazioni tribali.

Personalità e comportamento

I Barbari sono orgogliosi, estremamente legati alle consuetudini e tradizionalisti. Rispettano profondamente la natura proteggendone le creature, le piante, e i luoghi che li accolgono. Guardano con occhi sospettosi ogni forma di “civiltà” umana e il loro stile di vita futile e dissoluto. I barbari raramente porgono fiducia in tali culture, finchè un “civilizzato” non dimostra di essere onorevole e fiero è considerato un debole; nn è degno della minima considerazione. Il risultato della guerra delle lance ha acuito la scarsa fiducia dei barbari nei civilizzati, soprattutto considerando il comportamento di DragonArmies e Cavalieri di Takhisis. Un barbaro sa di essere obbiettivamente più forte di un umano, questo deve aver fatto nascere un senso di superiorità, ma i Figli del Khur comprendono anche la superiorità intellettuale di alcuni uomini, figure di cultura sono quindi facilmente accettate e considerate; l'atteggiamento verso gli altri umani non può che essere di sufficienza, di sprezzo ironico. Lo stile di vita istintivo e tribale porta spesso i barbari ad un comportamento violento, questo atteggiamento fà parte della loro cultura e nulla ha a che fare con la morale comune; la forza è una delle leggi che guidano lo spirito dei Figli del Khur e la superiorità affermata dalla forza designa la ragione anche nei piccoli conflitti quotidiani. L'indole selvaggia di questo popolo crea spesso incomprensioni con i civilizzati che ritengono la violenza un'esercizio di crudeltà, senza comprendere invece che è parte integrante della cultura tribale. Vivendo lontano dagli uomini, i barbari, non hanno assistito in prima persona allo sviluppo dei maghi, per questo sono diffidenti e sono abituati solo alla magia clericale. Dal loro punto di vista la magia corrompe e forza la natura in ogni sua forma, piegandone l'armonia ai voleri e desideri dei maghi. La Natura simbolo di perfezione non deve essere modellata dagli uomini e gli incantesimi dei maghi hanno portato i barbari a reputarli tra le più profane creature nel mondo. Li riconoscono solo per la loro potenza, ma difficilmente daranno fiducia ad uno di essi.

Società tribale

La Tribù del Khur è costituita dall'unione di sette diversi Clan, i Khur, clan guerriero, gli Hachakee, clan dei Ranger/arcieri e dei Druidi, i Fin-Maskar, clan di assassini silenziosi e letali, i Mayakhur, clan di lavoratori, conosciuti anche come "Costruttori", i Weya-Lu, clan di sciamani e chierici, i Tal, i Tondoon.
Tutti i Clan sono condotti sotto l'indiscussa autorità del Capotribù, il Khuri-Khan, inoltre ognuno viene retto anche da un Capoclan, il Khan, un barbaro "anziano" che guida nella vita di tutti i giorni i suoi fratelli, provvede ai loro bisogni e insieme agli shamani tramanda la cultura e le usanze del Clan e della Tribù. I singoli Clan hanno storia, tradizioni e stili di vita del tutto propri, ma l'unione e la vita comune li ha portati ad uniformarsi leggermente gli uni agli altri, nonostante questo rimangono in vita le diverse specializzazioni, ed è raro che un membro di un clan faccia qualcosa di diverso dai propri padri per contribuire al bene del Khur. Il rispetto per l'autorità del Khuri-Khan e dei Khan in genere deriva da un radicato senso di appartenenza e di onore, gli anziani che ricoprono quelle posizioni hanno dimostrato di meritarle col sangue e l'acciaio e per questo le loro volontà suonano come comandi morali che scuotono le coscienze dei più giovani.
La società barbara ha livelli gerarchici molto snelli come impone la cultura non civilizzata. Il Khuri-Khan ha autorità su tutte le terre dei barbari, avendo diritto di vita e morte su qualunque dei suoi fratelli. I singoli Khan rappresentano il Capotribù all'interno dei propri Clan, ne portano a volontà e sono responsabili della sua applicazione. Gli Anziani occupano un posto di rilievo, per le loro imprese e il loro valore si sono guadagnati il rispetto della Tribù e i giovani li guardano come punti di riferimento. I Leoni sono la maggioranza dei barbari abili al combatitmento, sono coloro che hanno prestato il giuramento di sangue e che difendono a costo della vita le terre e le vite dei propri fratelli; infine ci sono i giovani e le donne. I giovani, coloro che hanno da poco intrapreso il loro cammino sul sentiero della battaglia sono considerati alla stregua delle donne, deboli, da difendere per il futuro della tribù, nè più nè meno di cuccioli, starà a loro dimostrarsi degni del cammino delle armi, imparare a cacciare e a provvedere a se stessi e infine dimostrarsi pronti per il giuramento di sangue e l'entrata a pieno titolo tra i Leoni del Khur. La società barbara essendo tradizionalmente maschilista, considera le femmine come i giovani, queste godono dei benefici della protezione della tribù e del rispetto dei fratelli ma sono considerati barbari "deboli" e come tali subiscono le stesse limitazioni. In rari casi le femmine che dimostrano il proprio valore vengono accettate tra i Leoni che proteggono il Khur, questo è un segno di grande stima e ammirazione che fa di queste donne esempi di valore e forza tanto da distinguersi tra i barbari maschi. In questi casi la parità è scontata dando i figli del Khur importanza solamente al valore e all'onore delle armi in senso tribale e poco alla razza e al sesso.

Tradizioni

La Cultura barbara si basa prevalentemente sulle tradizioni e le consuetudini che si sono affermate col tempo e che vengono tramandate come "leggi degli Antichi" da generazioni. I Barbari sono un popolo fiero e orgoglioso, abili combattenti che hanno un forte senso dell'onore e sono assorbiti completamente dal loro senso di appartenenza. La Tribù e il suo bene è il primo pensiero di un barbaro adulto e, fin da giovani, i Figli del Khur vengono addestrati a pensare prima al bene collettivo e poi a quello personale. Il rispetto per la loro Terra è pari al desiderio di proteggerla dalla contaminazione della civiltà. I Barbari essendo vissuti lontano dalle evoluzioni che la civiltà ha portato poco comprendono lo stile di vita dei "civilizzati" ritenendo i loro costumi stupidi e inutili. Il desiderio dei civilizzati di piegare la natura alle loro esigenze è un sintomo di debolezza agli occhi dei Barbari, simboleggia la mancanza della capacità di riuscire a sopravvivere da soli e li mette sullo stesso piano di ragazzini non ancora tanto forti per provvedere a se stessi. La civiltà però nn è guardata solo con superiorità ma anche come una grave minaccia, ovunque essa arriva infatti la Madre viene deturpata profondamente, e molti sono gli inverni che devono trascorrere per lavare le offese di poche notti arrecate dai civilizzati al suo aspetto. Le Città sono il simbolo di questa corruzione e per questo sarà molto difficile incontrare un barbaro in giro per le grandi città, a meno che nn abbia un motivo molto importante, preferirà infatti i piccoli centri e le foreste anche per gli incontri e gli scambi.
La Forza della Tribù del Khur risiede nel suo stile di vita e nella coesione del gruppo. La Tribù rappresenta l'unico modo di vivere possibile per un barbaro e lasciarla non sarebbe solo una pena incomprensibile ma anche un motivo di grande disonore in quanto solo i Rinnegati vengono allontanati dalla loro tribù prendendo il titolo di "infame" o "traditore".
Tutti i bisogni dei figli del Khur sono soddisfatti dai vari Clan, i giovani fin dall'età di dodici anni vengono addestrati al combattimento e all'età di sedici sono considerati abili alla guerra e fisicamente maturi per sostenere la prova di Entrata in Tribù.
Questa prova rappresenta un momento di passaggio fondamentale per i Barbari, si lascia infatti l'età della giovinezza per entrare in quella adulta, ciò comporta un diverso ruolo all'interno del proprio Clan e nuovi obblighi per il barbaro oramai adulto. Fino al passaggio della prova infatti il giovane non ha i pieni diritti dei suoi fratelli e questo è simboleggiato dal fatto che lui potrà rivolgersi agli altri con l'appellativo di "fratello" mentre la tribù lo chiamerà "giovane barbaro" o "ragazzo". Il rispetto rimane impregiudicato tra gli appartenenti alla tribù, siano essi giovani o adulti, ma la distinzione gioca il suo ruolo rispetto all'addestramento e alle scelte che inizialmente i giovani dovranno fare.
Ogni giovane barbaro è infatti per tradizione affiancato da due o tre barbari anziani che gli indicano la strada migliore per raggiungere la piena maturità e autosufficienza; non esistono veri e propri maestri ma solamente guide che indirizzano al meglio le menti e i corpi dei giovani, insegnandogli a plasmare la forza che la madre ha donato ai Figli del Khur per realizzare i loro scopi. La strada dell'addestramento fisico nn è il solo ostacolo verso l'età adulta, la gran parte delle conoscenze dei barbari è infatti orale e quindi viene tramandata da generazione a generazione e fa parte integrante dello spirito di ogni barbaro. Conoscere la propria storia, le tradizioni, le leggende, aiuta i giovani nel loro cammino verso il futuro rendendo anche la Tribù sempre più forte.
L'onore e il rispetto tra i Clan è alla base dei rapporti all'interno della Tribù, questo onore però è un segno distintivo dei Leoni del Khur anche durante le battaglie e gli scontri quotidiani per la protezione delle terre che gli appartengono. I barbari amano la vittoria quasi quanto amano il combattimento in se, una vittoria facile non porta onore né soddisfazione e questo tiene solitamente i figli del Khur lontani da battaglie con avversari evidentemente inferiori a loro, almeno finché questi nn sono presi dalla follia di attaccar briga con un barbaro. Gli scontri impegnativi invece sono la massima aspirazione di un guerriero del Khur e, al di là dell'esito fanno nascere un rapporto di rispetto nei confronti dell'avversario. Chi si batte con coraggio merita di incrociare la strada dei Barbari, anche se questo per uno dei due dovesse significare la morte. Un barbaro non conosce la vigliaccheria e il sotterfugio, nn è vincolato da un codice cavalleresco ma da quello che i Padri potrebbero pensare di lui se morisse in battaglia dopo aver commesso un atto infame. I Padri sono le guide nel cammino verso i giardini d'estate e indignarli significherebbe affrontare un lungo e difficile cammino senza una indispensabile guida. Gli scontri quindi sono principalmente a viso aperto, ma ciò non implica l'applicazione di alcuna regola cavalleresca come lo scontro in parità numerica o cambi di armi e stili di combattimento. I Figli del Khur sono abilissimi addestratori e amano cavalcare anche in guerra, difficilmente combattono a piedi perché per loro condurre il cavallo in battaglia non è una distrazione ma un modo per piombare più velocemente addosso all'avversario e potersi destreggiare contro più nemici. Le offese vengono di solito lavate con uno scontro, solo quelli in arena o "rituali" hanno regole ferree e antichissime che se infrante portano alla disapprovazione e al biasimo pubblico, per il resto l'unica legge in uno scontro è quella del più forte.

Religione e spiritualità

Lo stile di vita e l'attaccamento alle tradizioni ha portato molti dei Clan del Khur alla venerazione per le divinità naturali come Chislev. La Madre simbolo di perfezione e saggezza è venerata in tutte le sue forme animali e vegetali. Questo culto ha avvicinato molto i barbari ai druidi portandoli a considerarli quasi dei sacerdoti per la Tribù. La venerazione per la Madre si concretizza nei riti Tribali che vengono spesso fatti in suo onore e attraverso il quotidiano svolgersi della vita dei Barbari. I Figli del Khur proteggono le loro terre e foreste e gli animali che vi risiedono. Cacciano e tagliano alberi sono per le necessità della tribù in maniera da non deturpare il disegno di cui sono parte. Gli Hachakee in particolar modo vegliano sulle terre selvagge al di fuori dalla cinta montuosa di Balifor creando con esse un legame quasi empatico; nessun civilizzato passa per le terre del Khur senza che uno di loro non avverta la sua presenza. Dopo il cataclisma comunque, le tribù e i clan barbari usano divinizzare i propri antenati, i Padri o spiriti Guida che credono reincarnati negli animali più fieri e forti delle loro terre, come i Leoni.
Il Clan dei Weya-Lu si occupa di mantenere salda la fede nei Clan e di aiutare i giovani nelle loro preghiere agli Dei; nonostante siano spesso molto vicini alle divinità i sacerdoti Barbari mantengono un legame molto stretto con la Tribù e questo gli permette di mediare in molte situazioni senza dover sacrificare il valore del proprio sangue alla propria fede; la Tribù viene prima di tutto, il suo bene è la prima priorità di ogni Clan.
La morte per un barbaro significa iniziare il sentiero che porta ai "Giardini d'estate" una misto tra paradiso e valallah custodito dalla Madre che accoglie solamente i più fieri e valorosi, la morte in battaglia garantisce che il sentiero sarà molto breve. Quanto più la vita del Barbaro è stata colma di battaglie e di forza tanto più il cammino sarà piacevole. Per chi invece vive nell'infamia e nell'inganno la pena è quella di affrontare un lungo cammino, tanto lungo da potersi perdere e rimanere a vagare in eterno senza trovare sollievo. I culti accettati dalla tribù oltre quello della madre che è comune quasi a tutti i Clan sono quello di Sirrion, Gilean e Sargonnas.

Economia

Nel Khur vige un sistema economico autosufficiente. La Geografia della regione facilita le attività lavorative e i Mayakhur sono annoverati tra i migliori lavoratori di Krynn. Il sistema economico si basa sulla collaborazione tra fratelli, ognuno contribuisce fornendo materie prime, reagenti, legna, cavalcature o animali, vestiti o cibo. I Clan versano i frutti del loro lavoro nelle casse comuni della Tribù, e i Capiclan e il Capotribù provvedono ai bisogni dei giovani e dei Barbari che necessitano di qualcosa; ogni bisogno che si presenta infatti viene soddisfatto con lo sforzo di tutta la tribù che lavora unita e compatta al miglioramento delle capacità della Tribù e dei singoli.
Il Baratto è l'unica forma di commercio ammessa tra fratelli, tra barbari le monete nn hanno valore e si accetta solo uno scambio tra produzioni differenti, il commercio e la vendita di oggetti per denaro tra Clan diverso o all'interno dello stesso Clan è ritenuta una grave offesa ai costumi Barbari.
Le merci alla base degli scambi della tribù sono le pelli, qualche reagente, della legna e i manufatti dei Mayakhur di cui la tribù nn ha bisogno; l'uso del denaro per acquistare provviste e materiali è incoraggiato proprio perché per tradizione i Barbari non danno molto valore alle monete se non per fonderle in lingotti.

Territori

Khuri-Khan: la capitale della regione, era un tempo una della città più belle dell’est di ansalon. Nel corso della guerra delle lance, khuri-khan venne conquistata dall’esercito dei draghi verdi . La città venne saccheggiata piu volte, e oggi rimane ben poco della sua grandezza di un tempo. Continua tuttavia ad ospitare mercati affollati, bazar, santuari esotici e templi dedicati alle versioni di khur delle divinità.
Port Balifor: è a nord di Silvanesti, situata sulle coste orientali della Baia di Balifor e separata da uno stretto che la collega al mare. La città è circondata nei suoi confini orientali da sabbiose terre selvagge. Balifor è una città portuale, centro nevralgico delle pianure del Khur, tra i moli e i mercati si può trovare qualunque tipo di mercanzia, anche se da quando vi si sono stabiliti i Barbari gli stranieri non sono ben accetti. La sua Taverna "al Porco e al Fischio" è una delle attrazioni della città, William Sweetwater detto "il porcello" ama intrattenere gli ospiti con le storie degli eroi, quella che preferisce e con cui ha rovinato numerosi pasti riguarda uno strano prestigiatore e la sua compagnia che si fermarono per molti giorni a tenere spettacoli alla sua taverna, il prestigiatore pare rispondesse al nome di…. Raistlin..
Flotsam è situata a nord sulla Baia di Sangue, poche leghe la separano dal Mare di Sangue di Istar, spogliata dalle vestigia delle armate dei draghi dopo la fine della guerra, è diventata un importante centro di scambi commerciali data la sua posizione geografica. Solidi muri di pietra si stagliano contro il paesaggio rurale dei dintorni, è la più civilizzata delle città del Khur.
Le penisola di Goodlund, d’altra parte, è abitata per la maggior parte da kender; questa regione potrebbe anche essere conosciuta con il nome di Kendermore. Goodlund giace a est di Balifor, tuttavia i deserti delle nazioni occidentali stanno invadendo le pianure di Goodlund. A est le foreste di Goodlund coprono la parte intermedia della penisola, l'estremità più orientale èinvece un’arida savana conosciuta come la “Terra Allegra"

Rapporti con le altre razze

I rapporti con le altre tribù barbare si basano sulla comunanza di tradizioni e stili di vita, anche se i Barbari del Khur sono per posizione geografica e cultura più evoluti rispetto ai fratelli dei ghiacci da cui discendono e a quelli del deserto rimangono molti usi e costumi che li tengono uniti strettamente a queste popolazioni. A meno di eventi macroscopici esiste un rispetto di fondo e un'amicizia molto forte.
Gli elfi agli occhi di un barbaro appaiono come creature deboli ed effemminate, inadatti a qualsiasi forma di ocmbattimento basata sulla forza e capaci di sopravivvere solo nascondendosi nelle proprie foreste, per questo difficilmente li rispettano. I vicini Silvanesti col loro comportamento borioso si sono attirati un'odio dichiarato e i barbari non perdono occasione di scendere in battaglia contro di loro. I Qualinesti, molto lontani dal Khur sono altrettanto lontani dai pensieri dei Leoni, non vengono considerati una minaccia, così come i Kagonesti, elfi di cui nel Khur non è nemmeno certa l'esistenza.
Gli gnomi, esseri piccoli e assolutamente inadatti al combattimento sono visti con curiosità dai barbari, la loro grande capacità creativa crea spesso stupore nella popolazione anche se le continue esplosioni e le creazioni gnomiche hano consigliato i barbari di non stare troppo a contatot con questa razza.
I Kender, data la vicinanza della loro città con i territori del Khur sono tristemente noti ai barbari. Nonostante il fastidio e lo scompiglio che creano e il carattere diamentralmente opposto a quello di un barbaro questa razza riesce comunque a girare indisturbata per le terre dei Leoni, prendere un kender in effetti agli occhi di un barbaro avrebbe più o meno la stessa utilità di cercare di imbottigliare il vento. Alcuni di loro, i più anziani ed esperti riescono perfino ad intrufolarsi nei gruppi di cacciatori del khur, allontanare i kender è una delle poche sfide che un barbaro sà di perdere in partenza. La tolleranza comunque rimane ben diversa dall'accettazione.
Con i mezz'elfi non esiste un'avversione o propensione particolare, avendo ognuno storie personali e modi di vita diversi il rapporto coi barbari varia da caso a caso, l'atteggiamento è comunque quello di chiusura fino a che nn dimostrano di essere forti e degni d irispetto.
I Minotauri sono forse la razza che viene rispettata maggiormente tra i barbari, il loro corpo plasmato per il combattimento ne fà temibili avversari e degni compagni di battaglia, il loro senso dell'onore inoltre, anche se di stamo religioso, si avvicina molto a quello tribale.
Lo stile di vita dei nani e le loro caratteristiche fisiche non ne fanno i migliori amici dei barbari. Vengono rispettati solo per le loro abilità di forgiatura di armi e armature, ma hanno poco da condividere con le popolazioni tribali, spesso le incomprensioni sfociano in veri e propri scontri.
I civilizzati sono lontani dalla cultura e comprensione barbarica, gli abitanti del khur spesos li ritengono indegni della propria compagnia e non amano frequentarli nemmeno nelle loro terre. Le eccezioni sono molto rare, a parte singoli casi in cui un civilizzato per qualche strano evento si è guadagnato la fiducia di un barbaro solo gli ordini cavallereschi e i combattenti godono di una certa considerazione, dimostrando al loro forza e abilità in battaglia.

Unless otherwise stated, the content of this page is licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License